Recensione: Il mondo di Sofia di Andrea Tanda

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 Chi sei tu? Con questa domanda esistenziale recapitata tramite una strana lettera ad una ragazzina di quasi quindici anni ha inizio un suggestivo corso di storia della filosofia, voluto da un singolare personaggio di nome Alberto Knox e con un fine, anch’esso esistenziale, che si scoprirà pian piano, o forse è meglio dire velocemente, dato che la suspense tipica dei gialli accompagna una narrazione semplice ed efficace spingendoci sempre a voltare pagina.
E d’altronde la genialità sta proprio nella semplicità con la quale Jostein Gaarder spiega le più importanti considerazioni filosofiche della storia. Ma il libro non vuole rappresentare o avere come obiettivo proporre una filosofia di vita, piuttosto vuole proporre la filosofia come vita, facendo appassionare il lettore, così come la giovane protagonista, alla materia. L’amore per questa disciplina traspare dalla carta e tra le righe si possono cogliere alcuni giochi dell’autore, non è un caso infatti se la protagonista si chiami Sofia (sophìa in greco vuol dire “sapienza” ed è il nome della parte femminile di Dio). Questo libro infatti è un vero e proprio compendio di sapere, in cui i pensatori vengono accompagnati dalle correnti culturali con riflessioni ed esempi su temi attuali, come le “missioni di pace” dell’ONU.
La storia che fa da cornice alle lezioni di storia della filosofia è una metanarrazione che spinge a farsi altre domande, ma soprattutto a compiere un’azione che è alla base di ogni filosofo, o di ogni persona secondo la concezione cartesiana: dubitare.
Se l’universo è un coniglio bianco tirato fuori dal cilindro dell’universo, come scrive l’autore, alla fine del romanzo noi non possiamo che volerci arrampicare sopra i peli dell’animale per poter fissare negli occhi il grande prestigiatore.

Andrea Tanda